01 dicembre 2010

La posizione del PD di Fabbrico sulla sicurezza

 

Le organizzazioni criminali come la camorra, l’ndrangheta , la mafia ormai da decenni, ma con molta determinazione negli ultimi tempi, escono dagli ambiti territoriali originari di operatività per espandere i loro affari in territori “stranieri” alla loro fonte originaria: Emilia, Lombardia, Veneto, ma anche Germania, Olanda, Europa. Per non parlare dei paesi dell’Est. Le grandi fonti di guadagno da attività illecite hanno bisogno di riciclarsi e di “pulirsi” per riemergere nella economia ufficiale. Inoltre le organizzazioni criminali, e questo si fa ulteriormente preoccupante, utilizzano i proventi sporchi e ripuliti per costituire società, imprese ed infiltrarsi con appalti e forniture nel tessuto economico produttivo.

Ora, pensare di affrontare questi fenomeni, come fa il Gruppo consigliare del PdL Lega di Fabbrico, con le telecamere e una nuova caserma, è riduttivo e fuorviante, perché bisogna agire in rete nazionale ed internazionale con mezzi di indagine adeguati ed adeguati strumenti.

Il Circolo PD di Fabbrico in linea con le affermazioni del Segretario nazionale Bersani, ritiene curioso che si siano persi tre anni prima di approvare una Legge sulla tracciabilità dei flussi finanziari, quando il pur breve Governo Prodi aveva decisamente iniziato in quel senso; ritiene curioso che ci si accanisca, per salvare il Premier, ad abolire e fortemente ridurre lo strumento delle intercettazioni ambientali e telefoniche, che invece si sono rivelate un potente strumento nella lotta contro il crimine organizzato. Sorprende che le si voglia attivate solo quando vi sono “gravi indizi di reato” quando invece è proprio dal “fumus” iniziale di indizi e sospetti che, attraverso le intercettazioni si arrivano ad acquisire quei “gravi indizi”. Sorprende che la destra parli di sicurezza pubblica quando per tre anni ha unicamente pensato a “mettere in sicurezza” il proprio Capo da processi che ancora l’attendono, e questo anche a costo di sacrificare le giuste aspettative della gente comune che ha subito reati, danni. Non è forse sullo scandalo del “processo breve”, cioè di quel processo che deve morire alla svelta anche se non arriva a conclusione, che anche il fedelissimo delfino “Fini” con i suoi, ha dovuto defilarsi e rompere così la tetragona maggioranza?? Processo breve, prescrizione breve, immunità per le più alte cariche, rientro dei capitali dall’estero in modo anonimo e con una tassazione ridicola. Anche quest’ultima misura, non crede il PdL e Lega locali che abbia favorito chi ha accumulato con traffici illeciti e quindi esportato?

Fabbrico sta in Italia e vive dentro questo contesto. Per quanto di sua competenza il Comune ha potenziato da due anni, questo sì e da subito, l’organico di Polizia Municipale, il presidio del territorio è visibile e costante. Certo una nuova caserma è nel programma di questa Amministrazione Comunale, ma la sua costruzione, come ben sanno tutti, è impedita dalle regole assurde del patto di stabilità, nazionale, nella medesima manovra nella quale si tagliano gli organici di Carabinieri e Polizia, si tagliano i mezzi per automobili, manutenzioni, benzina!!

Ma qui corre l’obbligo di rintuzzare l’altro accostamento che risulta effettuato dal Pdl – Lega sui giornali locali: l’investimento che Fabbrico, fino a che Tremonti non ha segato le gambe a tutti, ha potuto effettuare sulla cultura e sul Teatro.

L’errore è strategico, la visione miope, l’accostamento paradossale ed improprio: scambiare il Teatro con la Caserma: “se invece di … avessero speso in ….” Questo è il ragionamento della Capogruppo PdL_Lega o Teatro o Caserma.

La verità è invece un’altra: quanto più il paese realizza opportunità, si mantiene vivo nelle sue espressioni di appartenenza e culturali, quanto più ogni cittadino si sente dentro e coinvolto , quanto più sono percorse le vie, le piazze, quanto più le scuole possono adempiere al loro compito di promozione di cittadinanza attiva e di comunità educante e solidale tanto meno si produrranno quei gesti anche individuali che rompono il patto con la collettività e portano al singolo reato. Perché hanno ucciso don Puglisi nel quartiere di Palermo se per pistola aveva la parola e per luogo di protezione dei suoi ragazzi un oratorio ed un teatro nei quali educava e promuoveva cultura?

Sono vere le parole di Franco la Cecla in un recente convegno: “IL tema della sicurezza … è molto ambiguo e fuorviante, perché le strade non saranno più sicure con l’esercito, (lo teniamo in permanenza e militarizziamo le città? ) … ma solo se e quando la gente tornerà ad occuparle. Le strade saranno più sicure quando potranno tornarci i nonni con le sedie, i bambini che giocano per strada ed attivano chiavi fondamentali di socializzazione, confronto, scontro, crescita ed educazione… le città sono il luogo in cui l’identità si costruisce e si definisce; e se ciò non avviene più il rischio è quello di finire nella volgarità ( anche delle argomentazioni)

Teniamo alto il dialogo e l’ascolto come collettività.

Il Circolo PD di Fabbrico ritiene i teatri, le biblioteche , le scuole, i servizi alla collettività, i più efficaci presidi contro il radicamento della mentalità criminale. Ritiene che efficaci misure per lo sviluppo economico, così assenti nelle finanziarie del Centro destra, sono il necessario supporto alla ripresa economica ed il miglior antidoto per i giovani ed i disoccupati per non finire nelle maglie di facili promesse. Respinge le banali insinuazioni della PdL –Lega locali perché c’è oggi una parte della nostra compagine sociale che scommette sullo scetticismo come arma di consenso, ma così facendo concorre a dividere, a separare a distinguere, ad allontanare quel NOI collettivo, mai fisso, ma sempre in movimento.

19:53 Scritto da: pdfabbrico | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

Il diritto d'esser cittadini!

La legge 91 del 1992 è l’attuale legge che regola l'acquisizione della cittadinanza e la quale nega il diritto ad essere italiani a chi nasce in Italia da genitori immigrati seppur residenti qui da tanti anni.
Per questa ragione il Forum Immigrazione del Partito Democratico sceso Mercoledì 27 Aprile in piazza insieme ai tanti giovani figli di immigrati con un Sit-In davanti alla Camera dei Deputati per rilanciare a gran voce la battaglia per la riforma del diritto di cittadinanza per chi nasce e cresce in Italia.
Il nostro paese accoglie più di un milione di ragazzi minori figli d’immigrati che sono nati e cresciuti in Italia, ma hai quali la legge impedisce di dirsi “Italiani”.
Accoglierli con tutti i diritti nella nostra società non è solo giusto, ma può essere un incentivo per una più serena inclusione e favorire quel senso d’appartenenza che possa aiutarli ad affrontare meglio qual conflitto d’identità tra due culture diverse.
Occorre al più presto riformare questa legge ormai obsoleta e caso unico in Europa riconoscendo la cittadinanza italiana immediatamente a chi è nato in Italia da genitori stranieri lungo soggiornanti e prevedere un percorso più rapido e agevolato per chi arriva in Italia a seguito dei genitori in età scolare con la concessione della cittadinanza italiana al termine del ciclo scolastico.
Questa battaglia di civiltà che riguarda ormai i diritti di circa un milione di ragazze e ragazzi italiani di fatto ma non di diritto, durante il Sit-In oltre agli interventi dei diversi ragazzi che si sentono toccati in prima persona da questa negazione è previsto “il gioco della cittadinanza”, simulazione dell'acquisizione della cittadinanza, per far comprendere a tutti l’avventura di questa pratica.

Scritto da: Faik | 01 maggio 2011

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